SANREMO
In un'esplosione di lustrini e autotune, si alza il sipario sul piΓΉ grande circo mediatico del Belpaese.
Dove altro potreste vedere laureati in conservatorio accompagnare chi fino a ieri twerkava su TikTok?
L'orchestra sanremese, composta da musicisti che hanno dedicato decenni allo studio di Beethoven e Mozart, si prepara stoicamente a suonare arrangiamenti di brani di fenomeni come Fedez, Tony Effe ed Elodie.
I giornalisti, creature febbricitanti armate di smartphone e hashtag, si accalcano come paleontologi davanti a un fossile per documentare ogni cambio d'abito dei cantanti. "Sensazionale: il cantante X ha osato indossare una calza diversa dall'altra! Genio o follia?" titoleranno domani, dedicando quattro pagine all'analisi semiotica del calzino ribelle.
L'autotune, da effetto speciale, Γ¨ stato promosso a strumento principale, democratizzando finalmente il canto: perchΓ© sprecare anni a studiare quando un algoritmo puΓ² trasformare anche il tuo starnuto in una performance degna di Pavarotti?
Il conduttore, nel frattempo, si dichiara antifascista.
Sanremo, un carrozzone rutilante dove ogni anno l'Italia si specchia, si compiace e si critica, tutto in diretta nazionale.
Che il baraccone abbia inizio.
WI
