Il 10 febbraio rappresenta una data di fondamentale importanza per la memoria storica italiana, un momento in cui si commemorano le vittime delle foibe e la dolorosa perdita dei territori dell'Istria e della Dalmazia. Ignorare questa ricorrenza significa non solo trascurare una parte cruciale della nostra storia, ma anche mancare di rispetto a coloro che hanno sofferto e perso la vita in circostanze tragiche.
La memoria storica non dovrebbe essere un campo di battaglia tra ideologie, ma piuttosto un'opportunità per riflettere sulle conseguenze delle divisioni e dei conflitti. Coloro che si rifiutano di riconoscere il dolore di queste vittime, non solo dimostrano una mancanza di empatia, ma perpetuano una narrazione divisiva che ostacola la riconciliazione e la comprensione reciproca.
È fondamentale che come italiani ci uniamo nel ricordare e onorare tutte le vittime, senza cadere nella trappola di schieramenti ideologici. La vergogna non risiede nel riconoscere il passato, ma nel negarlo e nel rimanere prigionieri di una visione ristretta e polarizzata della storia. Solo attraverso un dialogo aperto e rispettoso possiamo costruire un futuro in cui la memoria collettiva diventi un ponte e non un muro.
