Come spiegò Mises, il boom è causato dalle banche centrali e commerciali che creano denaro dal nulla. Ciò abbassa artificialmente i tassi d'interesse, cosa che a sua volta incoraggia le imprese ad accendere nuovi prestiti per finanziare progetti d'investimento ad alta intensità di capitale. Il bust è innescato quando rallenta il processo di creazione di denaro; è in questa fase che le aziende scoprono che non ci sono abbastanza risorse scarse per completare i loro progetti, quindi questi ultimi devono essere liquidati per consentire l'allocazione del capitale (es. manodopera e altre risorse) dov'è più desiderato da parte dai consumatori. Il periodo di riassestamento causa enormi difficoltà a breve termine, ma se il processo di spreco di capitale scarso continua, allora abbassa anche gli standard di vita a lungo termine. L'unico modo per evitare che il ciclo economico si ripeta è impedire in primo luogo alle banche di creare denaro dal nulla. Questa spiegazione del ciclo boom/bust è nota come teoria Austriaca del ciclo economico, in onore di Mises e di coloro che svilupparono ulteriormente la sua rivoluzionaria teoria. Gli stati e le banche centrali hanno una scelta: o rallentare la creazione di denaro dal nulla e innescare un bust, o accelerarne la creazione e innescare inflazione di massa. A causa del recente rallentamento della crescita dell'offerta di denaro nelle principali economie del mondo, anche gli indicatori economici stanno segnalando una recessione. Questi ultimi, però, sono indicatori in ritardo data la loro natura empirica ed eventualmente confermativa; quell'indicatore che invece è anticipatore, è la logica su cui si fonda la teoria Austriaca del ciclo economico.

https://www.francescosimoncelli.com/2023/04/pensate-che-leconomia-mondiale-stia.html

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