Est modus in rebus.
Il mio dubbio, e timore, per il futuro di nostr era la possibilità che prendessero piede relay tematici a pagamento.
Da qualche giorno però leggo note riguardo abbonamenti e contenuti visibili a pagamento.
La questione è semplice, ma essenziale.
Il protocollo deve garantire che le note siano sempre accessibili liberamente, o certe note possono essere disponibili solo se soddisfatte determinate condizioni?
Nel primo caso avremmo un flusso libero e incontrollato di informazioni, che, in completa autonomia, potremmo moderare e parzialmente gestire.
Nel secondo caso alcune informazioni, i cosiddetti contenuti, diverrebbero accessibili a quella parte di utenti disposta a soddisfare le condizioni di altri utenti. Certamente sarei libero di rigettare tali condizioni, ma resterebbe il fatto che, per motivi sostanzialmente economici, alcune informazioni sarebbero oscurate.
Riassumendo: dall’apprezzamento per il contributo di un utente, ad esigere tale apprezzamento come condizione.
In tutta onestà, preferisco il primo caso. Più semplice, più efficace e, a mia modesta opinione, più in linea con lo spirito che ha guidato la nascita di nostr.
Monetizzare i contenuti è sempre possibile utilizzando mezzi collegati a nostr, ma distinti dal lato social del protocollo.
Mi spiacerebbe vedere un’altra buona idea stravolta dalla solita “religione” del mercato.
«est modus in rebus sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum.»