La tetta a pagamento.
Ho la sensazione che da qualche giorno il numero di utenti che propongono le loro grazie, gratuitamente o dietro compenso, stia aumentando.
Non giudico nel merito. Per profitto offriamo i nostri corpi dalla notte dei tempi. Che sia giusto, morale, o non lo sia, poco importa. Qui ed ora mi basta prenderne atto.
La questione è che si tratta pur sempre di commercio. Personalmente resto contrario a far diventare la parte social di nostr un mercato, per le implicazioni stesse che “il mercato” comporta sul fronte della libertà di espressione.
Tornando alle tette, sono piacevolmente colpito da come ci siano punti di vista estremamente variegati, ma non una polarizzazione degli utenti. La gente non si scanna con la schiuma alla bocca per sostenere le proprie tesi. Leggo note di persone moralmente contrarie e altre a favore della libertà della mammella, persone che considerano possibili metodi di censura e altre che della censura non vogliono sentir parlare.
Alla fine della giornata, le tette c’erano, ci sono e ci saranno.
Più che per le rotondità svelate, sono soddisfatto della reazione della nostra comunità.
Forse non tutto è perduto.