La mia impressione.

La mia netta impressione è che esista una difficoltà patologica nel cogliere incongruenze e contraddizioni. Eppure ne spuntano di nuove costantemente. Che si tratti del claimat ceing, della grin transiscion, del senso di colpa colonialista o del buon vecchio cavallo di battaglia a base di mRNA.

Si parte ovviamente dagli assunti che ci vengono proposti come venissero da novelle Jeanne D’Arc, ma ragionando poi sui proclami e notizie giornalieri si arriverebbe a bruciare la giovane francese nell’arco di qualche ora. Invece ci si guarda attorno e stuoli di ottusi volenterosi si accaniscano a violentare il buonsenso o qualsiasi tesi valida da millenni pur di non far cadere in contraddizione il beniamino del momento.

Dopo anni di queste cazzate sono davvero stanco e la volontà di discutere pacatamente si è esaurita.

Vuoi farti cento pere? Vai tranquillo!

Vuoi andare a farti sparare addosso per la tedesca? Mandami una cartolina!

Vuoi fotterti la vita per salvare il prezzemolo? Cazzi tuoi!

Vuoi credere che i buoni arrivino in Africa per salvare tutte le personcine di un altro colore? Accomodati!

La mia impressione è che in questi ultimi anni siamo diventati ancora più soli. Come se tenessimo duro aspettando che l’altro ci lasci le penne per avere più spazio. E non mi piace.

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