Anche ai più ciechi dovrebbe essere ormai chiaro che l'escalation della guerra tra Russia e Ucraina è stata fomentata a tavolino e continua a essere fomentata a tavolino. Inutile dire che è una manna per l'industria bellica occidentale per ben due motivi: si mandano agli ucraini armi e armamenti vecchi, vetusti e obsoleti, e nel frattempo si producono nuovi gingilli. Gli ucraini, in questo contesto, nonostante tutte le bandierine che sventolano sui profili social e le frasi di rito ripetute come degli ossessi nei programmi televisivi, sono carne da macello... per entrambi i fronti. Come sappiamo bene da Keynes, la produzione di armi da guerra è anticiclica secondo le considerazioni dei pianificatori centrali. Ma al di là di ciò salta all'occhio la volontà di volersi riarmare da parte delle nazioni NATO e ovviamente non si aspettano una guerra contro la Russia, bensì contro il vero obiettivo degli USA: la Cina. Inutile dire che quest'ultima sta mostrando chiari segni di spazientimento a livello geopolitico, fatto denotato dalla più recente visita di Xi a Mosca. Una delle dichiarazioni più forti che ha fatto, infatti, è stata la seguente: “Nessun paese è superiore agli altri, nessun modello di governo è universale e nessun singolo Paese dovrebbe dettare l'ordine internazionale”. A riprova della volontà cinese di costruire un mondo multipolare, oltre ai BRICS, ci sono i recenti patti di pace tra Iran e Arabia Saudita e le mediazioni tra gli arabi affinché ricostruiscano rapporti diplomatici con la Siria. I cinesi, e Xi in particolare, sono consapevoli dello scontro che gli Stati Uniti continuano ad aizzare (in particolar modo la fazione dei neocon) nei loro confronti ed è per questo che continuano a mediare rapporti di pace nel mondo: agli occhi del mondo sono dei pacieri e, qualora costretti, dovranno rispondere a un attacco. I toni comunque si stanno scaldando e il recente caso di Tik Tok ne è la conferma: tra mistificazioni e falsità si vuol far passare l'idea che la Cina stia spiando e/o influenzando gli americani attraverso questa app, quando invece la casa madre (ByteDance) ha sede nelle Cayman e la società sotto di essa e che ha rapporti col governo cinese non ha niente a che fare con Tik Tok International. Proteggere la privacy è sì importante, ma da ogni pianificatore centrale. E come denota questo articolo dell'Ansa, la pazienza dei cinesi si sta esaurendo... se non si è già esaurita.
https://www.francescosimoncelli.com/2023/04/altri-fronti-di-guerra.html