Da tempo preferisco realtà più piccole, senza enormi aziende votate principalmente al profitto alle spalle.
Ma è anche vero che il contributo di Red Hat, Canonical, Suse/ può essere considerato ancora fondamentale in ambito Linux. Sono equilibri difficili.
Già esistono diverse distribuzioni che non integrano di default tutti o parte dei tools di GNU, ma che in genere permettono la loro installazione facilmente dai repo; con Canonical di mezzo cambieranno le cose?
Sebbene l'approccio iniziale sia morbido, non mi stupirebbe vedere una successiva sostituzione "forzata".
E quella licenza MIT?
Se il futuro sarà sicuramente sempre più Unix-like (anche su desktop), emergono tanti dubbi sugli strumenti che prenderanno piede.
https://www.tomshw.it/hardware/la-rivoluzione-di-ubuntu-addio-a-gnulinux-2025-03-22